Dottor Luigi Speziali: trattamento per curare la Vitiligine - Fototerapia UVB a banda stretta, PUVA, autoinnesti

 

   Fototerapia per la Vitiligine


La vitiligine e’ una patologia cronica in cui vari fattori (eventi psico-emozionali importanti, ustioni, traumatismi cutanei) possono provocare la distruzione dei melanociti cutanei ed extracutanei in soggetti predisposti geneticamente. E’ caratterizzata da chiazze cutanee acromiche (bianche) che, in base alla loro distribuzione ed estensione, permettono di distinguere una vitiligine localizzata e una generalizzata.

La prima colpisce solo una regione corporea, in maniera focale (con sede casuale) oppure segmentale, se vi e’ l’interessamento di uno o piu’ dermatomeri.

La seconda e’ ulteriormente classificata in :
 -vitiligine acrofacciale (viso, soprattutto le aree periorifiziali, ed estremita’ distale degli arti
 -vitiligine volgare (lesioni multiple, soprattutto su aree fotoesposte, regioni periorifiziali, pieghe, areola mammaria, genitali esterni)
 -vitiligine universale (quasi totalita’ della cute)

La vitiligine interessa lo 0,5-2% della popolazione mondiale; talvolta può essere associata a malattie autoimmunitarie, come disturbi tiroidei, diabete giovanile, malattie di Addison, alopecia areata. Il suo decorso e’ alquanto imprevedibile.
I protocolli terapeutici variano a seconda del quadro clinico, dell’estensione della malattia, del fototipo del soggetto. La cute del volto risponde meglio di altre aree come mani e piedi e i fototipi scuri, in genere, hanno risultati migliori. Nelle forme localizzate si utilizzano corticosteroidi e/o tacrolimus per uso topico, soprattutto su chiazze di recente insorgenza; inoltre e’ molto utile la Targeted phototherapy. Si ricorre ai corticosteroidi sistemici solo in casi di forme eruttive, a rapida insorgenza, per tentare di arrestare la progressione della malattia.

Il cardine del trattamento e’ sicuramente la fototerapia.

Per molti anni la PUVA terapia, che consiste nel far esporre il paziente, dopo circa 2 ore dall’assunzione orale di psoraleni, ad una sorgnete di UVA, e’ stata la modalita’ terapeutica piu’ utilizzata. Attualmente viene preferita la fototerapia con UVB a banda stretta, che prevede tempi di esposizione piu’ brevi, non e’ preceduta dall’assunzione di psoraleni e fornisce risultati piu’ soddisfacenti, con minori effetti collaterali. La PUVA, anche quella topica, con gli psoraleni,opportunamente diluiti, applicati 30 min. prima della fotoesposizione, verra’ utilizzata solo nei casi che non hanno risposto agli UVB 311. Sulla vitiligine di piccole aree preferiamo un’unita’ di fototerapia che emette UVA, UVB a banda larga, UVB NB,a d una potenza nettamente superiore rispetto ai dispositivi total body, con un manipolo che ricopre una superficie di max 2 cm2. Con questa modalità verranno trattate solo le aree coinvolte dalla patologia, anche quelle non raggiunte dalla fototerapia tradizionale (per es. palpebre, genitali), risparmiando la cute sana. Infine, in casi rigorosamente selezionati, soprattutto su chiazze stabili da almeno 2 anni, puo’ essere tentata una terapia chirurgica.

La cute da trattare viene disepitelizzata con il laser CO2 e successivamente viene ricoperta :
 -da autoinnesti prelevati da aree normopigmentate mediante punch da 1-2 mm
 -oppure da 5-Fluorouracile topico
 -oppure da graft di epidermide autologa ottenuta da metodiche colturali

   
   
 

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Last Update : 19-10-2007.      

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