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Scalp Reduction
E’
l’intervento più semplice e fornisce, in alopecia circoscritte del
vertice, risultati rapidi e soddisfacenti.
Si
asporta chirurgicamente una losanga di area glabra e, dopo aver scollato
ampiamente (nello spazio subgaleale) gran parte del cuoio capelluto, si
suturano i margini della breccia operatoria.
E’
necessaria una valutazione preliminare dell’elasticità del cuoio
capelluto (anche empiricamente con i polpastrelli delle dita).
L’intervento, eseguito in anestesia locale, può essere ripetuto dopo
circa 4 mesi.
Nell’immediato post-operatorio e’ spesso presente edema (controllabile con
steroidi per bocca) e dolore locale.
Esistono
due varianti che prevedono l’utilizzo di espansori cutanei o di estensori
sottocutanei, allo scopo di aumentare progressivamente la disponibilità
di cute e di eseguire così la scalp reduction una sola volta.
In
pratica nel 1° caso viene posizionato un “palloncino” biocompatibile nel
sottocute vicino all’area calva; esso viene settimanalmente riempito,
attraverso una valvola, con soluzione fisiologica fino al raggiungimento
di un volume adeguato. Infine, dopo alcuni mesi, esso viene rimosso,
insieme all’area calva, mentre quest’ ultima viene ricoperta dall’area
espansa (ricoperta di capelli).
Nel
secondo caso viene inserito chirurgicamente , nel sottocute dell’area
alopecia, uno strumento in silicone, che viene ancorato, in tensione,
tramite uncini di titanio, alla galea capitis e lasciato in sede per 1-2
mesi. Dopo tale periodo, ottenuta una quantità sufficiente di cute
“espansa”, si rimuovono l’estensore e la cute alopecia, e si suturano i
bordi.
A
differenza dell’ espansore, nettamente visibile sulla testa del paziente e
per tale motivo accettato solo raramente, l’estensore e’ appena
percepibile al tatto.
Entrambe
le varianti vengono pianificate soprattutto nei pazienti con scarsa
elasticità cutanea.
© Dottor Luigi Speziali |